CAPITOLO 1 RUBINA

Il locale era molto affollato. Steve e Tony si fecero strada fino al bancone del bar mentre Sam li seguiva a distanza. Erano stati invitati dal Colonnello Ross a partecipare ad una raccolta di fondi per beneficenza e non avevano potuto esimersi.

Stark era particolarmente sensibile al tema e, inoltre, la presenza degli Avengers, ad una simile manifestazione, avrebbe attirato molta attenzione e molti soldi.

Il militare gli aveva anticipato che avrebbero trovato un'atmosfera informale e così fu. Tanti giovani, coetanei, pensò Rogers, per quanto, nel suo caso, fosse un concetto piuttosto astratto. Li accolse il proprietario del pub. Strette di mano, complimenti ed autografi. Qualche foto.

Si sedettero sugli sgabelli alti, sorseggiando una birra, tranne Tony che ordinò un Martini, il solito snob. In sottofondo, le note della musica suonata da un juke-box.

Il Capitano si trovò a curiosare, con lo sguardo. Usciva pochissimo e le sue conoscenze si contavano sulle dita di una mano, colleghi a parte. Anche se a volte frequentarli era difficoltoso, soprattutto fuori dal lavoro.

Ad un tavolo laterale vide una donna dal volto bellissimo. Gli occhi blu, i capelli scuri, lunghissimi, leggermente mossi. Un top scollato di seta azzurra, che segnava il seno. Rideva, alle battute dell'uomo sedutole di fronte. Si trovò ad invidiarlo, profondamente; gli sembrava così dolce, carina ed affettuosa, mentre parlava al suo dirimpettaio. Si chiese se stessero insieme e pensò di no, perché la ragazza lo guardava di sottecchi...forse era solo una sua speranza.

Tony intuì l'interesse del collega. '? proprio incredibile, quella, una sventola. Dai, vai a parlarle. In fondo sei Capitan America. Le piacerai senz'altro'.

'Cosa posso dirle? Sta con un altro. Smettila, sei sempre il solito' controbatté Rogers.

'Devi vincere la tua timidezza. E non mi pare siano fidanzati' si intromise Wilson.

Nel mentre, il presunto ragazzo, si diresse verso il bancone. Steve sgranò gli occhi; indossava una maglia bianca, con le maniche lunghe blu scure, modello da baseball, con stampata l'immagine dello scudo di Capitan America ed una scritta. "Allergico agli idioti". Rimase esterrefatto. Ugualmente Stark. Sapeva che si vendessero molti gadget su di loro... Non una maglia così!

'Bella!' Tony, ironico, indicò la t-shirt, interloquendo il tipo. Era alto, muscoloso, occhi azzurri e capelli castani scuri, lisci, piuttosto prestante.

'Niente di personale...' rispose l'altro, malizioso in viso, e fece per ordinare da bere.

'Offriamo noi, amico' fu pronto a familiarizzare, sperando di agganciare la moretta per Steve, giacché era rimasto imbambolato a rimirarla.

'No, grazie' l'uomo era contrariato.

'Insisto' fece Stark, di nuovo.

'Ho detto di no. Grazie.' Ribadì, alzando il tono della voce, più scocciato.

Tony cominciava a perdere la pazienza. Perché era ostile e cocciuto? Gli Avengers piacevano a tutti...

In quell'istante Rogers vide la ragazza alzarsi, repentinamente, per raggiungere il suo amico. O fidanzato. Gli fu subito accanto. 'Che succede, Fox? Tutto bene?'.

'Vuole offrirci da bere e non gli piace la maglietta che mi hai regalato!'.

Il Capitano si rammaricò, deluso, che lei stessa avesse fatto un regalo simile.

Rubina, lo fissò, sorridendo 'Era uno scherzo fra di noi. Non c'entrano gli Avengers'.

'Non fa nulla' controbatté… gli importava, in realtà, e parecchio.

'Va bene per il drink. Io prendo una coca dietetica e Fox una birra' continuò, senza staccare gli occhi da Steve, che, a quel punto, si trovò a tenderle la mano.

'Sono Steve Rogers'.

'Rubina' gli rispose, a sua volta 'Lui è Fox'. Si presentarono, tutti. Chiacchierano, per un po', del più e del meno, soprattutto Tony che raccontò che fossero lì per la festa di beneficenza.

La donna accennò, brevemente, che lei stessa aveva aiutato ad organizzare eventi simili, spiegando di essersi di informata e che i fondi raccolti sarebbero stati utilizzati per una casa famiglia. Sembrava le stesse molto a cuore.

Rogers la apprezzò, ancora di più. Era affabile, intelligente, bella, pure nei modi.

Intuendo, nuovamente, i desideri del collega, Stark si buttò, senza alcuna vergogna. 'Come sapete, sono miliardario e filantropo. Rubina, ti faccio una proposta. Una donazione davvero cospicua, in cambio di un tuo bacio a Capitan America!'.

'Cosa sei, impazzito? Non scherzare' l'interessato lo rimproverò, imbarazzatissimo.

'E' per una buona causa. Sono certo che l'offerta sarà molto generosa!' Sam si mise in mezzo.

La ragazza era rimasta in silenzio. Aveva fissato prima Steve, intensamente, e Fox, sorridendo.

'L'importante è che il tuo fidanzato non sia geloso!' aggiunse Wilson, che voleva capire se i due stessero insieme.

'Assolutamente no, siamo amici e colleghi. Io sono sposato.' Alzò la mano sinistra, per far vedere la fede dorata.

Il Capitano parve risollevato.

'Sono curioso. Dicci quanto sei disposto a spendere!' insistette Wilson.

'Non potrete dirmi di no. Per quei bambini, non si può essere avari. Ventimila dollari mi pare onesto' Tony era serio.

Lei pensò a quanto quei soldi avrebbero fatto comodo alla casa famiglia. Soprattutto, aveva desiderato baciare Steve, nel momento stesso in cui ne aveva incrociato lo sguardo. La attraeva molto. Lo aveva visto qualche volta in televisione, ma, di persona, le aveva suscitato una forte emozione. Era bello, con un fisico scolpito, un sorriso aperto ed uno sguardo gentile.

In quell'istante, dal juke-box, suonarono le prime note di 'Diamonds in the sky', di Rihanna. Adorava quella canzone, era struggente. Cosicché si alzò e andò verso Rogers, rimasto seduto sullo sgabello. Gli mise la mano destra sul torace, all'altezza del cuore. Con la sinistra, gli carezzò la guancia e, si avvicinò, pericolosa.

L'uomo la cinse per la vita e la strinse a sé, senza indugio.

'Sei pronto?' sussurrò.

'Non sai quanto' il Capitano fu audace, per una volta.

Lei si sporse ancora di più, poggiando la bocca sulla sua; dopo qualche istante, la aprì un pochino e con la punta della lingua, gli leccò il contorno delle labbra, immediatamente contraccambiata.

Steve si insinuò, con prepotenza, nella sua bocca. Era in subbuglio, un'eccitazione mai provata; l'aveva appiccicata al proprio corpo in una maniera tale che Rubina percepì, con chiarezza, la sua erezione da sotto i jeans. Non si scansò, e continuò a baciarlo, molto presa.

I presenti erano ammutoliti; Stark ritenne che il collega, sempre granitico e razionale, avesse perso il controllo, completamente. Quando aveva proposto la scommessa, aveva pensato ad un bacetto a fior di labbra, giusto per fare conoscenza, ma la situazione era precipitata, in maniera piuttosto repentina.

Fox era esterrefatto dal comportamento dell'amica, sempre insofferente alle innumerevoli attenzioni maschili ricevute.

La moretta intuì di aver già abbastanza giocato col fuoco. Staccò la bocca da quella di Rogers, e ridendo, gli confidò, a bassa voce 'Se me lo avessi chiesto, ti avrei baciato comunque, senza scommessa'.

Lui, rosso in volto, ricambiò il sorriso, in silenzio.

'Però, Capitano, niente male. Continuate, continuate, magari in privato… vado a staccare un cospicuo assegno' sghignazzando, Tony si diresse verso l'entrata del locale, al punto di raccolta delle donazioni.

'Si è fatto tardi, andiamo via?' Fox prese la giacca.

'Certo' rispose, facendo altrettanto.

'Ciao, ragazzi, buona continuazione di serata, salutate Tony da parte nostra' l'uomo rivolse un saluto veloce ai due Avengers.

Rubina, in piedi accanto a Rogers, gli tese la mano, gioiosa 'E' stato un piacere conoscerti'.

Aveva la bocca secca, dopo quel bacio sconvolgente, e non riusciva a spiccicare una parola, profondamente turbato. Mormorò 'E' stato un piacere anche per me'.

'Buonanotte' lei strinse la mano di Wilson.

Vedendoli uscire, Sam si rivolse a Steve, piuttosto contrariato 'Fermala! Raggiungila, chiedile il numero, è fantastica!'.

'Lo so, è fantastica, ma non ci so fare in queste cose'. Il tono era così triste che Falcon non insistette.

CAPITOLO 1 RUBINA

Il locale era molto affollato. Steve e Tony si fecero strada fino al bancone del bar mentre Sam li seguiva a distanza. Erano stati invitati dal Colonnello Ross a partecipare ad una raccolta di fondi per beneficenza e non avevano potuto esimersi.

Stark era particolarmente sensibile al tema e, inoltre, la presenza degli Avengers, ad una simile manifestazione, avrebbe attirato molta attenzione e molti soldi.

Il militare gli aveva anticipato che avrebbero trovato un'atmosfera informale e così fu. Tanti giovani, coetanei, pensò Rogers, per quanto, nel suo caso, fosse un concetto piuttosto astratto. Li accolse il proprietario del pub. Strette di mano, complimenti ed autografi. Qualche foto.

Si sedettero sugli sgabelli alti, sorseggiando una birra, tranne Tony che ordinò un Martini, il solito snob. In sottofondo, le note della musica suonata da un juke-box.

Il Capitano si trovò a curiosare, con lo sguardo. Usciva pochissimo e le sue conoscenze si contavano sulle dita di una mano, colleghi a parte. Anche se a volte frequentarli era difficoltoso, soprattutto fuori dal lavoro.

Ad un tavolo laterale vide una donna dal volto bellissimo. Gli occhi blu, i capelli scuri, lunghissimi, leggermente mossi. Un top scollato di seta azzurra, che segnava il seno. Rideva, alle battute dell'uomo sedutole di fronte. Si trovò ad invidiarlo, profondamente; gli sembrava così dolce, carina ed affettuosa, mentre parlava al suo dirimpettaio. Si chiese se stessero insieme e pensò di no, perché la ragazza lo guardava di sottecchi...forse era solo una sua speranza.

Tony intuì l'interesse del collega. '? proprio incredibile, quella, una sventola. Dai, vai a parlarle. In fondo sei Capitan America. Le piacerai senz'altro'.

'Cosa posso dirle? Sta con un altro. Smettila, sei sempre il solito' controbatté Rogers.

'Devi vincere la tua timidezza. E non mi pare siano fidanzati' si intromise Wilson.

Nel mentre, il presunto ragazzo, si diresse verso il bancone. Steve sgranò gli occhi; indossava una maglia bianca, con le maniche lunghe blu scure, modello da baseball, con stampata l'immagine dello scudo di Capitan America ed una scritta. "Allergico agli idioti". Rimase esterrefatto. Ugualmente Stark. Sapeva che si vendessero molti gadget su di loro... Non una maglia così!

'Bella!' Tony, ironico, indicò la t-shirt, interloquendo il tipo. Era alto, muscoloso, occhi azzurri e capelli castani scuri, lisci, piuttosto prestante.

'Niente di personale...' rispose l'altro, malizioso in viso, e fece per ordinare da bere.

'Offriamo noi, amico' fu pronto a familiarizzare, sperando di agganciare la moretta per Steve, giacché era rimasto imbambolato a rimirarla.

'No, grazie' l'uomo era contrariato.

'Insisto' fece Stark, di nuovo.

'Ho detto di no. Grazie.' Ribadì, alzando il tono della voce, più scocciato.

Tony cominciava a perdere la pazienza. Perché era ostile e cocciuto? Gli Avengers piacevano a tutti...

In quell'istante Rogers vide la ragazza alzarsi, repentinamente, per raggiungere il suo amico. O fidanzato. Gli fu subito accanto. 'Che succede, Fox? Tutto bene?'.

'Vuole offrirci da bere e non gli piace la maglietta che mi hai regalato!'.

Il Capitano si rammaricò, deluso, che lei stessa avesse fatto un regalo simile.

Rubina, lo fissò, sorridendo 'Era uno scherzo fra di noi. Non c'entrano gli Avengers'.

'Non fa nulla' controbatté… gli importava, in realtà, e parecchio.

'Va bene per il drink. Io prendo una coca dietetica e Fox una birra' continuò, senza staccare gli occhi da Steve, che, a quel punto, si trovò a tenderle la mano.

'Sono Steve Rogers'.

'Rubina' gli rispose, a sua volta 'Lui è Fox'. Si presentarono, tutti. Chiacchierano, per un po', del più e del meno, soprattutto Tony che raccontò che fossero lì per la festa di beneficenza.

La donna accennò, brevemente, che lei stessa aveva aiutato ad organizzare eventi simili, spiegando di essersi di informata e che i fondi raccolti sarebbero stati utilizzati per una casa famiglia. Sembrava le stesse molto a cuore.

Rogers la apprezzò, ancora di più. Era affabile, intelligente, bella, pure nei modi.

Intuendo, nuovamente, i desideri del collega, Stark si buttò, senza alcuna vergogna. 'Come sapete, sono miliardario e filantropo. Rubina, ti faccio una proposta. Una donazione davvero cospicua, in cambio di un tuo bacio a Capitan America!'.

'Cosa sei, impazzito? Non scherzare' l'interessato lo rimproverò, imbarazzatissimo.

'E' per una buona causa. Sono certo che l'offerta sarà molto generosa!' Sam si mise in mezzo.

La ragazza era rimasta in silenzio. Aveva fissato prima Steve, intensamente, e Fox, sorridendo.

'L'importante è che il tuo fidanzato non sia geloso!' aggiunse Wilson, che voleva capire se i due stessero insieme.

'Assolutamente no, siamo amici e colleghi. Io sono sposato.' Alzò la mano sinistra, per far vedere la fede dorata.

Il Capitano parve risollevato.

'Sono curioso. Dicci quanto sei disposto a spendere!' insistette Wilson.

'Non potrete dirmi di no. Per quei bambini, non si può essere avari. Ventimila dollari mi pare onesto' Tony era serio.

Lei pensò a quanto quei soldi avrebbero fatto comodo alla casa famiglia. Soprattutto, aveva desiderato baciare Steve, nel momento stesso in cui ne aveva incrociato lo sguardo. La attraeva molto. Lo aveva visto qualche volta in televisione, ma, di persona, le aveva suscitato una forte emozione. Era bello, con un fisico scolpito, un sorriso aperto ed uno sguardo gentile.

In quell'istante, dal juke-box, suonarono le prime note di 'Diamonds in the sky', di Rihanna. Adorava quella canzone, era struggente. Cosicché si alzò e andò verso Rogers, rimasto seduto sullo sgabello. Gli mise la mano destra sul torace, all'altezza del cuore. Con la sinistra, gli carezzò la guancia e, si avvicinò, pericolosa.

L'uomo la cinse per la vita e la strinse a sé, senza indugio.

'Sei pronto?' sussurrò.

'Non sai quanto' il Capitano fu audace, per una volta.

Lei si sporse ancora di più, poggiando la bocca sulla sua; dopo qualche istante, la aprì un pochino e con la punta della lingua, gli leccò il contorno delle labbra, immediatamente contraccambiata.

Steve si insinuò, con prepotenza, nella sua bocca. Era in subbuglio, un'eccitazione mai provata; l'aveva appiccicata al proprio corpo in una maniera tale che Rubina percepì, con chiarezza, la sua erezione da sotto i jeans. Non si scansò, e continuò a baciarlo, molto presa.

I presenti erano ammutoliti; Stark ritenne che il collega, sempre granitico e razionale, avesse perso il controllo, completamente. Quando aveva proposto la scommessa, aveva pensato ad un bacetto a fior di labbra, giusto per fare conoscenza, ma la situazione era precipitata, in maniera piuttosto repentina.

Fox era esterrefatto dal comportamento dell'amica, sempre insofferente alle innumerevoli attenzioni maschili ricevute.

La moretta intuì di aver già abbastanza giocato col fuoco. Staccò la bocca da quella di Rogers, e ridendo, gli confidò, a bassa voce 'Se me lo avessi chiesto, ti avrei baciato comunque, senza scommessa'.

Lui, rosso in volto, ricambiò il sorriso, in silenzio.

'Però, Capitano, niente male. Continuate, continuate, magari in privato… vado a staccare un cospicuo assegno' sghignazzando, Tony si diresse verso l'entrata del locale, al punto di raccolta delle donazioni.

'Si è fatto tardi, andiamo via?' Fox prese la giacca.

'Certo' rispose, facendo altrettanto.

'Ciao, ragazzi, buona continuazione di serata, salutate Tony da parte nostra' l'uomo rivolse un saluto veloce ai due Avengers.

Rubina, in piedi accanto a Rogers, gli tese la mano, gioiosa 'E' stato un piacere conoscerti'.

Aveva la bocca secca, dopo quel bacio sconvolgente, e non riusciva a spiccicare una parola, profondamente turbato. Mormorò 'E' stato un piacere anche per me'.

'Buonanotte' lei strinse la mano di Wilson.

Vedendoli uscire, Sam si rivolse a Steve, piuttosto contrariato 'Fermala! Raggiungila, chiedile il numero, è fantastica!'.

'Lo so, è fantastica, ma non ci so fare in queste cose'. Il tono era così triste che Falcon non insistette.

CAPITOLO 1 RUBINA

Il locale era molto affollato. Steve e Tony si fecero strada fino al bancone del bar mentre Sam li seguiva a distanza. Erano stati invitati dal Colonnello Ross a partecipare ad una raccolta di fondi per beneficenza e non avevano potuto esimersi.

Stark era particolarmente sensibile al tema e, inoltre, la presenza degli Avengers, ad una simile manifestazione, avrebbe attirato molta attenzione e molti soldi.

Il militare gli aveva anticipato che avrebbero trovato un'atmosfera informale e così fu. Tanti giovani, coetanei, pensò Rogers, per quanto, nel suo caso, fosse un concetto piuttosto astratto. Li accolse il proprietario del pub. Strette di mano, complimenti ed autografi. Qualche foto.

Si sedettero sugli sgabelli alti, sorseggiando una birra, tranne Tony che ordinò un Martini, il solito snob. In sottofondo, le note della musica suonata da un juke-box.

Il Capitano si trovò a curiosare, con lo sguardo. Usciva pochissimo e le sue conoscenze si contavano sulle dita di una mano, colleghi a parte. Anche se a volte frequentarli era difficoltoso, soprattutto fuori dal lavoro.

Ad un tavolo laterale vide una donna dal volto bellissimo. Gli occhi blu, i capelli scuri, lunghissimi, leggermente mossi. Un top scollato di seta azzurra, che segnava il seno. Rideva, alle battute dell'uomo sedutole di fronte. Si trovò ad invidiarlo, profondamente; gli sembrava così dolce, carina ed affettuosa, mentre parlava al suo dirimpettaio. Si chiese se stessero insieme e pensò di no, perché la ragazza lo guardava di sottecchi...forse era solo una sua speranza.

Tony intuì l'interesse del collega. '? proprio incredibile, quella, una sventola. Dai, vai a parlarle. In fondo sei Capitan America. Le piacerai senz'altro'.

'Cosa posso dirle? Sta con un altro. Smettila, sei sempre il solito' controbatté Rogers.

'Devi vincere la tua timidezza. E non mi pare siano fidanzati' si intromise Wilson.

Nel mentre, il presunto ragazzo, si diresse verso il bancone. Steve sgranò gli occhi; indossava una maglia bianca, con le maniche lunghe blu scure, modello da baseball, con stampata l'immagine dello scudo di Capitan America ed una scritta. "Allergico agli idioti". Rimase esterrefatto. Ugualmente Stark. Sapeva che si vendessero molti gadget su di loro... Non una maglia così!

'Bella!' Tony, ironico, indicò la t-shirt, interloquendo il tipo. Era alto, muscoloso, occhi azzurri e capelli castani scuri, lisci, piuttosto prestante.

'Niente di personale...' rispose l'altro, malizioso in viso, e fece per ordinare da bere.

'Offriamo noi, amico' fu pronto a familiarizzare, sperando di agganciare la moretta per Steve, giacché era rimasto imbambolato a rimirarla.

'No, grazie' l'uomo era contrariato.

'Insisto' fece Stark, di nuovo.

'Ho detto di no. Grazie.' Ribadì, alzando il tono della voce, più scocciato.

Tony cominciava a perdere la pazienza. Perché era ostile e cocciuto? Gli Avengers piacevano a tutti...

In quell'istante Rogers vide la ragazza alzarsi, repentinamente, per raggiungere il suo amico. O fidanzato. Gli fu subito accanto. 'Che succede, Fox? Tutto bene?'.

'Vuole offrirci da bere e non gli piace la maglietta che mi hai regalato!'.

Il Capitano si rammaricò, deluso, che lei stessa avesse fatto un regalo simile.

Rubina, lo fissò, sorridendo 'Era uno scherzo fra di noi. Non c'entrano gli Avengers'.

'Non fa nulla' controbatté… gli importava, in realtà, e parecchio.

'Va bene per il drink. Io prendo una coca dietetica e Fox una birra' continuò, senza staccare gli occhi da Steve, che, a quel punto, si trovò a tenderle la mano.

'Sono Steve Rogers'.

'Rubina' gli rispose, a sua volta 'Lui è Fox'. Si presentarono, tutti. Chiacchierano, per un po', del più e del meno, soprattutto Tony che raccontò che fossero lì per la festa di beneficenza.

La donna accennò, brevemente, che lei stessa aveva aiutato ad organizzare eventi simili, spiegando di essersi di informata e che i fondi raccolti sarebbero stati utilizzati per una casa famiglia. Sembrava le stesse molto a cuore.

Rogers la apprezzò, ancora di più. Era affabile, intelligente, bella, pure nei modi.

Intuendo, nuovamente, i desideri del collega, Stark si buttò, senza alcuna vergogna. 'Come sapete, sono miliardario e filantropo. Rubina, ti faccio una proposta. Una donazione davvero cospicua, in cambio di un tuo bacio a Capitan America!'.

'Cosa sei, impazzito? Non scherzare' l'interessato lo rimproverò, imbarazzatissimo.

'E' per una buona causa. Sono certo che l'offerta sarà molto generosa!' Sam si mise in mezzo.

La ragazza era rimasta in silenzio. Aveva fissato prima Steve, intensamente, e Fox, sorridendo.

'L'importante è che il tuo fidanzato non sia geloso!' aggiunse Wilson, che voleva capire se i due stessero insieme.

'Assolutamente no, siamo amici e colleghi. Io sono sposato.' Alzò la mano sinistra, per far vedere la fede dorata.

Il Capitano parve risollevato.

'Sono curioso. Dicci quanto sei disposto a spendere!' insistette Wilson.

'Non potrete dirmi di no. Per quei bambini, non si può essere avari. Ventimila dollari mi pare onesto' Tony era serio.

Lei pensò a quanto quei soldi avrebbero fatto comodo alla casa famiglia. Soprattutto, aveva desiderato baciare Steve, nel momento stesso in cui ne aveva incrociato lo sguardo. La attraeva molto. Lo aveva visto qualche volta in televisione, ma, di persona, le aveva suscitato una forte emozione. Era bello, con un fisico scolpito, un sorriso aperto ed uno sguardo gentile.

In quell'istante, dal juke-box, suonarono le prime note di 'Diamonds in the sky', di Rihanna. Adorava quella canzone, era struggente. Cosicché si alzò e andò verso Rogers, rimasto seduto sullo sgabello. Gli mise la mano destra sul torace, all'altezza del cuore. Con la sinistra, gli carezzò la guancia e, si avvicinò, pericolosa.

L'uomo la cinse per la vita e la strinse a sé, senza indugio.

'Sei pronto?' sussurrò.

'Non sai quanto' il Capitano fu audace, per una volta.

Lei si sporse ancora di più, poggiando la bocca sulla sua; dopo qualche istante, la aprì un pochino e con la punta della lingua, gli leccò il contorno delle labbra, immediatamente contraccambiata.

Steve si insinuò, con prepotenza, nella sua bocca. Era in subbuglio, un'eccitazione mai provata; l'aveva appiccicata al proprio corpo in una maniera tale che Rubina percepì, con chiarezza, la sua erezione da sotto i jeans. Non si scansò, e continuò a baciarlo, molto presa.

I presenti erano ammutoliti; Stark ritenne che il collega, sempre granitico e razionale, avesse perso il controllo, completamente. Quando aveva proposto la scommessa, aveva pensato ad un bacetto a fior di labbra, giusto per fare conoscenza, ma la situazione era precipitata, in maniera piuttosto repentina.

Fox era esterrefatto dal comportamento dell'amica, sempre insofferente alle innumerevoli attenzioni maschili ricevute.

La moretta intuì di aver già abbastanza giocato col fuoco. Staccò la bocca da quella di Rogers, e ridendo, gli confidò, a bassa voce 'Se me lo avessi chiesto, ti avrei baciato comunque, senza scommessa'.

Lui, rosso in volto, ricambiò il sorriso, in silenzio.

'Però, Capitano, niente male. Continuate, continuate, magari in privato… vado a staccare un cospicuo assegno' sghignazzando, Tony si diresse verso l'entrata del locale, al punto di raccolta delle donazioni.

'Si è fatto tardi, andiamo via?' Fox prese la giacca.

'Certo' rispose, facendo altrettanto.

'Ciao, ragazzi, buona continuazione di serata, salutate Tony da parte nostra' l'uomo rivolse un saluto veloce ai due Avengers.

Rubina, in piedi accanto a Rogers, gli tese la mano, gioiosa 'E' stato un piacere conoscerti'.

Aveva la bocca secca, dopo quel bacio sconvolgente, e non riusciva a spiccicare una parola, profondamente turbato. Mormorò 'E' stato un piacere anche per me'.

'Buonanotte' lei strinse la mano di Wilson.

Vedendoli uscire, Sam si rivolse a Steve, piuttosto contrariato 'Fermala! Raggiungila, chiedile il numero, è fantastica!'.

'Lo so, è fantastica, ma non ci so fare in queste cose'. Il tono era così triste che Falcon non insistette.

Il Capitano pensò che non l'avrebbe rivista mai più.

CAPITOLO 1 RUBINA

Il locale era molto affollato. Steve e Tony si fecero strada fino al bancone del bar mentre Sam li seguiva a distanza. Erano stati invitati dal Colonnello Ross a partecipare ad una raccolta di fondi per beneficenza e non avevano potuto esimersi.

Stark era particolarmente sensibile al tema e, inoltre, la presenza degli Avengers, ad una simile manifestazione, avrebbe attirato molta attenzione e molti soldi.

Il militare gli aveva anticipato che avrebbero trovato un'atmosfera informale e così fu. Tanti giovani, coetanei, pensò Rogers, per quanto, nel suo caso, fosse un concetto piuttosto astratto. Li accolse il proprietario del pub. Strette di mano, complimenti ed autografi. Qualche foto.

Si sedettero sugli sgabelli alti, sorseggiando una birra, tranne Tony che ordinò un Martini, il solito snob. In sottofondo, le note della musica suonata da un juke-box.

Il Capitano si trovò a curiosare, con lo sguardo. Usciva pochissimo e le sue conoscenze si contavano sulle dita di una mano, colleghi a parte. Anche se a volte frequentarli era difficoltoso, soprattutto fuori dal lavoro.

Ad un tavolo laterale vide una donna dal volto bellissimo. Gli occhi blu, i capelli scuri, lunghissimi, leggermente mossi. Un top scollato di seta azzurra, che segnava il seno. Rideva, alle battute dell'uomo sedutole di fronte. Si trovò ad invidiarlo, profondamente; gli sembrava così dolce, carina ed affettuosa, mentre parlava al suo dirimpettaio. Si chiese se stessero insieme e pensò di no, perché la ragazza lo guardava di sottecchi...forse era solo una sua speranza.

Tony intuì l'interesse del collega. '? proprio incredibile, quella, una sventola. Dai, vai a parlarle. In fondo sei Capitan America. Le piacerai senz'altro'.

'Cosa posso dirle? Sta con un altro. Smettila, sei sempre il solito' controbatté Rogers.

'Devi vincere la tua timidezza. E non mi pare siano fidanzati' si intromise Wilson.

Nel mentre, il presunto ragazzo, si diresse verso il bancone. Steve sgranò gli occhi; indossava una maglia bianca, con le maniche lunghe blu scure, modello da baseball, con stampata l'immagine dello scudo di Capitan America ed una scritta. "Allergico agli idioti". Rimase esterrefatto. Ugualmente Stark. Sapeva che si vendessero molti gadget su di loro... Non una maglia così!

'Bella!' Tony, ironico, indicò la t-shirt, interloquendo il tipo. Era alto, muscoloso, occhi azzurri e capelli castani scuri, lisci, piuttosto prestante.

'Niente di personale...' rispose l'altro, malizioso in viso, e fece per ordinare da bere.

'Offriamo noi, amico' fu pronto a familiarizzare, sperando di agganciare la moretta per Steve, giacché era rimasto imbambolato a rimirarla.

'No, grazie' l'uomo era contrariato.

'Insisto' fece Stark, di nuovo.

'Ho detto di no. Grazie.' Ribadì, alzando il tono della voce, più scocciato.

Tony cominciava a perdere la pazienza. Perché era ostile e cocciuto? Gli Avengers piacevano a tutti...

In quell'istante Rogers vide la ragazza alzarsi, repentinamente, per raggiungere il suo amico. O fidanzato. Gli fu subito accanto. 'Che succede, Fox? Tutto bene?'.

'Vuole offrirci da bere e non gli piace la maglietta che mi hai regalato!'.

Il Capitano si rammaricò, deluso, che lei stessa avesse fatto un regalo simile.

Rubina, lo fissò, sorridendo 'Era uno scherzo fra di noi. Non c'entrano gli Avengers'.

'Non fa nulla' controbatté… gli importava, in realtà, e parecchio.

'Va bene per il drink. Io prendo una coca dietetica e Fox una birra' continuò, senza staccare gli occhi da Steve, che, a quel punto, si trovò a tenderle la mano.

'Sono Steve Rogers'.

'Rubina' gli rispose, a sua volta 'Lui è Fox'. Si presentarono, tutti. Chiacchierano, per un po', del più e del meno, soprattutto Tony che raccontò che fossero lì per la festa di beneficenza.

La donna accennò, brevemente, che lei stessa aveva aiutato ad organizzare eventi simili, spiegando di essersi di informata e che i fondi raccolti sarebbero stati utilizzati per una casa famiglia. Sembrava le stesse molto a cuore.

Rogers la apprezzò, ancora di più. Era affabile, intelligente, bella, pure nei modi.

Intuendo, nuovamente, i desideri del collega, Stark si buttò, senza alcuna vergogna. 'Come sapete, sono miliardario e filantropo. Rubina, ti faccio una proposta. Una donazione davvero cospicua, in cambio di un tuo bacio a Capitan America!'.

'Cosa sei, impazzito? Non scherzare' l'interessato lo rimproverò, imbarazzatissimo.

'E' per una buona causa. Sono certo che l'offerta sarà molto generosa!' Sam si mise in mezzo.

La ragazza era rimasta in silenzio. Aveva fissato prima Steve, intensamente, e Fox, sorridendo.

'L'importante è che il tuo fidanzato non sia geloso!' aggiunse Wilson, che voleva capire se i due stessero insieme.

'Assolutamente no, siamo amici e colleghi. Io sono sposato.' Alzò la mano sinistra, per far vedere la fede dorata.

Il Capitano parve risollevato.

'Sono curioso. Dicci quanto sei disposto a spendere!' insistette Wilson.

'Non potrete dirmi di no. Per quei bambini, non si può essere avari. Ventimila dollari mi pare onesto' Tony era serio.

Lei pensò a quanto quei soldi avrebbero fatto comodo alla casa famiglia. Soprattutto, aveva desiderato baciare Steve, nel momento stesso in cui ne aveva incrociato lo sguardo. La attraeva molto. Lo aveva visto qualche volta in televisione, ma, di persona, le aveva suscitato una forte emozione. Era bello, con un fisico scolpito, un sorriso aperto ed uno sguardo gentile.

In quell'istante, dal juke-box, suonarono le prime note di 'Diamonds in the sky', di Rihanna. Adorava quella canzone, era struggente. Cosicché si alzò e andò verso Rogers, rimasto seduto sullo sgabello. Gli mise la mano destra sul torace, all'altezza del cuore. Con la sinistra, gli carezzò la guancia e, si avvicinò, pericolosa.

L'uomo la cinse per la vita e la strinse a sé, senza indugio.

'Sei pronto?' sussurrò.

'Non sai quanto' il Capitano fu audace, per una volta.

Lei si sporse ancora di più, poggiando la bocca sulla sua; dopo qualche istante, la aprì un pochino e con la punta della lingua, gli leccò il contorno delle labbra, immediatamente contraccambiata.

Steve si insinuò, con prepotenza, nella sua bocca. Era in subbuglio, un'eccitazione mai provata; l'aveva appiccicata al proprio corpo in una maniera tale che Rubina percepì, con chiarezza, la sua erezione da sotto i jeans. Non si scansò, e continuò a baciarlo, molto presa.

I presenti erano ammutoliti; Stark ritenne che il collega, sempre granitico e razionale, avesse perso il controllo, completamente. Quando aveva proposto la scommessa, aveva pensato ad un bacetto a fior di labbra, giusto per fare conoscenza, ma la situazione era precipitata, in maniera piuttosto repentina.

Fox era esterrefatto dal comportamento dell'amica, sempre insofferente alle innumerevoli attenzioni maschili ricevute.

La moretta intuì di aver già abbastanza giocato col fuoco. Staccò la bocca da quella di Rogers, e ridendo, gli confidò, a bassa voce 'Se me lo avessi chiesto, ti avrei baciato comunque, senza scommessa'.

Lui, rosso in volto, ricambiò il sorriso, in silenzio.

'Però, Capitano, niente male. Continuate, continuate, magari in privato… vado a staccare un cospicuo assegno' sghignazzando, Tony si diresse verso l'entrata del locale, al punto di raccolta delle donazioni.

'Si è fatto tardi, andiamo via?' Fox prese la giacca.

'Certo' rispose, facendo altrettanto.

'Ciao, ragazzi, buona continuazione di serata, salutate Tony da parte nostra' l'uomo rivolse un saluto veloce ai due Avengers.

Rubina, in piedi accanto a Rogers, gli tese la mano, gioiosa 'E' stato un piacere conoscerti'.

Aveva la bocca secca, dopo quel bacio sconvolgente, e non riusciva a spiccicare una parola, profondamente turbato. Mormorò 'E' stato un piacere anche per me'.

'Buonanotte' lei strinse la mano di Wilson.

Vedendoli uscire, Sam si rivolse a Steve, piuttosto contrariato 'Fermala! Raggiungila, chiedile il numero, è fantastica!'.

'Lo so, è fantastica, ma non ci so fare in queste cose'. Il tono era così triste che Falcon non insistette.

CAPITOLO 1 RUBINA

Il locale era molto affollato. Steve e Tony si fecero strada fino al bancone del bar mentre Sam li seguiva a distanza. Erano stati invitati dal Colonnello Ross a partecipare ad una raccolta di fondi per beneficenza e non avevano potuto esimersi.

Stark era particolarmente sensibile al tema e, inoltre, la presenza degli Avengers, ad una simile manifestazione, avrebbe attirato molta attenzione e molti soldi.

Il militare gli aveva anticipato che avrebbero trovato un'atmosfera informale e così fu. Tanti giovani, coetanei, pensò Rogers, per quanto, nel suo caso, fosse un concetto piuttosto astratto. Li accolse il proprietario del pub. Strette di mano, complimenti ed autografi. Qualche foto.

Si sedettero sugli sgabelli alti, sorseggiando una birra, tranne Tony che ordinò un Martini, il solito snob. In sottofondo, le note della musica suonata da un juke-box.

Il Capitano si trovò a curiosare, con lo sguardo. Usciva pochissimo e le sue conoscenze si contavano sulle dita di una mano, colleghi a parte. Anche se a volte frequentarli era difficoltoso, soprattutto fuori dal lavoro.

Ad un tavolo laterale vide una donna dal volto bellissimo. Gli occhi blu, i capelli scuri, lunghissimi, leggermente mossi. Un top scollato di seta azzurra, che segnava il seno. Rideva, alle battute dell'uomo sedutole di fronte. Si trovò ad invidiarlo, profondamente; gli sembrava così dolce, carina ed affettuosa, mentre parlava al suo dirimpettaio. Si chiese se stessero insieme e pensò di no, perché la ragazza lo guardava di sottecchi...forse era solo una sua speranza.

Tony intuì l'interesse del collega. '? proprio incredibile, quella, una sventola. Dai, vai a parlarle. In fondo sei Capitan America. Le piacerai senz'altro'.

'Cosa posso dirle? Sta con un altro. Smettila, sei sempre il solito' controbatté Rogers.

'Devi vincere la tua timidezza. E non mi pare siano fidanzati' si intromise Wilson.

Nel mentre, il presunto ragazzo, si diresse verso il bancone. Steve sgranò gli occhi; indossava una maglia bianca, con le maniche lunghe blu scure, modello da baseball, con stampata l'immagine dello scudo di Capitan America ed una scritta. "Allergico agli idioti". Rimase esterrefatto. Ugualmente Stark. Sapeva che si vendessero molti gadget su di loro... Non una maglia così!

'Bella!' Tony, ironico, indicò la t-shirt, interloquendo il tipo. Era alto, muscoloso, occhi azzurri e capelli castani scuri, lisci, piuttosto prestante.

'Niente di personale...' rispose l'altro, malizioso in viso, e fece per ordinare da bere.

'Offriamo noi, amico' fu pronto a familiarizzare, sperando di agganciare la moretta per Steve, giacché era rimasto imbambolato a rimirarla.

'No, grazie' l'uomo era contrariato.

'Insisto' fece Stark, di nuovo.

'Ho detto di no. Grazie.' Ribadì, alzando il tono della voce, più scocciato.

Tony cominciava a perdere la pazienza. Perché era ostile e cocciuto? Gli Avengers piacevano a tutti...

In quell'istante Rogers vide la ragazza alzarsi, repentinamente, per raggiungere il suo amico. O fidanzato. Gli fu subito accanto. 'Che succede, Fox? Tutto bene?'.

'Vuole offrirci da bere e non gli piace la maglietta che mi hai regalato!'.

Il Capitano si rammaricò, deluso, che lei stessa avesse fatto un regalo simile.

Rubina, lo fissò, sorridendo 'Era uno scherzo fra di noi. Non c'entrano gli Avengers'.

'Non fa nulla' controbatté… gli importava, in realtà, e parecchio.

'Va bene per il drink. Io prendo una coca dietetica e Fox una birra' continuò, senza staccare gli occhi da Steve, che, a quel punto, si trovò a tenderle la mano.

'Sono Steve Rogers'.

'Rubina' gli rispose, a sua volta 'Lui è Fox'. Si presentarono, tutti. Chiacchierano, per un po', del più e del meno, soprattutto Tony che raccontò che fossero lì per la festa di beneficenza.

La donna accennò, brevemente, che lei stessa aveva aiutato ad organizzare eventi simili, spiegando di essersi di informata e che i fondi raccolti sarebbero stati utilizzati per una casa famiglia. Sembrava le stesse molto a cuore.

Rogers la apprezzò, ancora di più. Era affabile, intelligente, bella, pure nei modi.

Intuendo, nuovamente, i desideri del collega, Stark si buttò, senza alcuna vergogna. 'Come sapete, sono miliardario e filantropo. Rubina, ti faccio una proposta. Una donazione davvero cospicua, in cambio di un tuo bacio a Capitan America!'.

'Cosa sei, impazzito? Non scherzare' l'interessato lo rimproverò, imbarazzatissimo.

'E' per una buona causa. Sono certo che l'offerta sarà molto generosa!' Sam si mise in mezzo.

La ragazza era rimasta in silenzio. Aveva fissato prima Steve, intensamente, e Fox, sorridendo.

'L'importante è che il tuo fidanzato non sia geloso!' aggiunse Wilson, che voleva capire se i due stessero insieme.

'Assolutamente no, siamo amici e colleghi. Io sono sposato.' Alzò la mano sinistra, per far vedere la fede dorata.

Il Capitano parve risollevato.

'Sono curioso. Dicci quanto sei disposto a spendere!' insistette Wilson.

'Non potrete dirmi di no. Per quei bambini, non si può essere avari. Ventimila dollari mi pare onesto' Tony era serio.

Lei pensò a quanto quei soldi avrebbero fatto comodo alla casa famiglia. Soprattutto, aveva desiderato baciare Steve, nel momento stesso in cui ne aveva incrociato lo sguardo. La attraeva molto. Lo aveva visto qualche volta in televisione, ma, di persona, le aveva suscitato una forte emozione. Era bello, con un fisico scolpito, un sorriso aperto ed uno sguardo gentile.

In quell'istante, dal juke-box, suonarono le prime note di 'Diamonds in the sky', di Rihanna. Adorava quella canzone, era struggente. Cosicché si alzò e andò verso Rogers, rimasto seduto sullo sgabello. Gli mise la mano destra sul torace, all'altezza del cuore. Con la sinistra, gli carezzò la guancia e, si avvicinò, pericolosa.

L'uomo la cinse per la vita e la strinse a sé, senza indugio.

'Sei pronto?' sussurrò.

'Non sai quanto' il Capitano fu audace, per una volta.

Lei si sporse ancora di più, poggiando la bocca sulla sua; dopo qualche istante, la aprì un pochino e con la punta della lingua, gli leccò il contorno delle labbra, immediatamente contraccambiata.

Steve si insinuò, con prepotenza, nella sua bocca. Era in subbuglio, un'eccitazione mai provata; l'aveva appiccicata al proprio corpo in una maniera tale che Rubina percepì, con chiarezza, la sua erezione da sotto i jeans. Non si scansò, e continuò a baciarlo, molto presa.

I presenti erano ammutoliti; Stark ritenne che il collega, sempre granitico e razionale, avesse perso il controllo, completamente. Quando aveva proposto la scommessa, aveva pensato ad un bacetto a fior di labbra, giusto per fare conoscenza, ma la situazione era precipitata, in maniera piuttosto repentina.

Fox era esterrefatto dal comportamento dell'amica, sempre insofferente alle innumerevoli attenzioni maschili ricevute.

La moretta intuì di aver già abbastanza giocato col fuoco. Staccò la bocca da quella di Rogers, e ridendo, gli confidò, a bassa voce 'Se me lo avessi chiesto, ti avrei baciato comunque, senza scommessa'.

Lui, rosso in volto, ricambiò il sorriso, in silenzio.

'Però, Capitano, niente male. Continuate, continuate, magari in privato… vado a staccare un cospicuo assegno' sghignazzando, Tony si diresse verso l'entrata del locale, al punto di raccolta delle donazioni.

'Si è fatto tardi, andiamo via?' Fox prese la giacca.

'Certo' rispose, facendo altrettanto.

'Ciao, ragazzi, buona continuazione di serata, salutate Tony da parte nostra' l'uomo rivolse un saluto veloce ai due Avengers.

Rubina, in piedi accanto a Rogers, gli tese la mano, gioiosa 'E' stato un piacere conoscerti'.

Aveva la bocca secca, dopo quel bacio sconvolgente, e non riusciva a spiccicare una parola, profondamente turbato. Mormorò 'E' stato un piacere anche per me'.

'Buonanotte' lei strinse la mano di Wilson.

Vedendoli uscire, Sam si rivolse a Steve, piuttosto contrariato 'Fermala! Raggiungila, chiedile il numero, è fantastica!'.

'Lo so, è fantastica, ma non ci so fare in queste cose'. Il tono era così triste che Falcon non insistette e il Capitano pensò che non l'avrebbe mai più incontrata.